venerdì 4 settembre 2015

Tonight cinema

Dopo due ore siamo liberi di andare: illegalmente, ma possiamo andare a al-Bureimi a vedere il film e a cenare, a patto di tornare entro mezzanotte. 
Sembra quasi la raccomandazione di una madre, invece si tratta della polizia di confine tra Oman e UEA, anche se in realtà il confine geografico è ben più in là rispetto a dove fermano per controllare i documenti. È andata così: erano due settimane che cercavamo di organizzare con Latifah e John di andare al cinema a al-Bureimi (e perché fin là? Perché a Ibri di cinema non ce n'è neanche mezzo), e finalmente ieri siamo riusciti a partire. Un viaggio di due ore per andare a vedere un film! Dopo un'ora e mezza di viaggio, Latifah ci guarda "ce l'avete il passaporto, no?" Passaporto? Per andare al cinema? Ovvio che no, chi è che se lo porta dietro per andare a vedere un film? Quelli furbi e quelli che si informano su dove è al-Bureimi. Questa amena cittadina infatti è esattamente metà in Oman e metà negli Emirati, quindi 20km prima di entrarci ci sono i posti di controllo. Che facciamo, torniamo indietro e spostiamo il tutto a domani? Ma siamo quasi arrivati magari se sorridiamo tanto ci fanno passare. Proviamo a sentire Sultan cosa dice. Assolutamente no, non vi faranno mai passare, tornateci domani. Vabbè dai proviamoci. 
E così arriviamo al punto di partenza: ai controlli, sorridiamo, spieghiamo che è stata una cosa dell'ultimo minuto, che non sapevamo niente, che andiamo solo al cinema, non vogliamo fuggire negli Emirati... Niente. La foto del mio passaporto non basta, vogliono che qualcuno gliela faxi e nemmeno gli va a genio la fotocopia di Thor. Il nostro ometto Khaled dalla barbetta perfettamente geometrica ci fa parcheggiare mentre si consulta con gli altri soldatini. Nel frattempo chiamiamo Sultan perché mandi via fax la prima pagina del mio passaporto. Arriva, non arriva, avete sbagliato numero, qui c'è l'altro. Dopo un po' Khaled ricompare con il boss dei controlli. È un bell'uomo ma ha l'aria seccata. "Conosciamo Sultan e la vostra scuola, molti studenti sono passati da qui, ma questa è la prima volta che qualcuno si presenta senza documenti". Ok Ciccio se io ho in testa di andare al cinema non penso che mi servirà il passaporto, mi dispiace, fa niente, andiamocene. "Questo è del tutto illegale, ma possiamo tenere la ID di Latifah come garanzia che tornerete entro mezzanotte, se fate qualcosa sarà interamente sua la responsabilità". Siamo d'accordo: non spaccheremo nulla, non distruggeremo il Lulu Mall dove si trova il cinema, non faremo niente di niente. E dopo due ore fermi ripartiamo. 
Al-Bureimi ci accoglie con vento cocente e sabbia proveniente da chissà quanti stati (una parte della città era anche in Arabia Saudita, poi hanno ristretto i confini). Abbiamo appena il tempo di rinfrescarci prima che inizi il film "The Man From The UNCLE". La sala sembra un freezer e anche se il film è bello non vedo l'ora di uscire per scaldarmi un po'. Una volta finito ci dirigiamo a casa di Latifah, dove 'Aisha e Rashid - i suoi genitori - ci aspettano per mangiare. 
La generosità omanita si mostra ancora una volta: pentoloni di pasta, pollo e riso alla yemenita, manshi egiziano, insalata e frutta, tutto in quantità pantagrueliche. Dopo la cena - rigorosamente a terra - ci spostiamo nel majlis per prendere dolci, datteri freschi, caffè omanita, karak e infuso alla menta. 
Con la pancia piena ripartiamo di corsa, sono quasi le 11 e entro mezzanotte dobbiamo passare il confine. 
Se sono qui a scrivere significa che ce l'abbiamo fatta: all'una passata siamo tutti nelle nostre stanze a goderci 6 splendide ore di sonno.