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sabato 29 agosto 2015

Al-Itihad vs Al-Reef

Venerdì 21 Agosto 2015

Ebbene si, anche in Oman sono riuscito a non abbandonare la mia passione per il calcio.
L'esperienza è di quelle da ricordare, ma non tanto per lo spettacolo regalatoci dai giocatori in campo - dispiace dirlo ma il livello è proprio basso - quanto per la passione, quella vera, che noi abbiamo ormai dimenticato da troppo tempo, per la tranquillità e la libertà di girare per lo stadio. Ma iniziamo dal principio spiegando anche alcuni aspetti che caratterizzano il calcio qui in Oman.
Partiamo col dire che non ci sono squadre di Serie A, B, Lega Pro e Dilettanti come in Italia. Qui tutte le squadre sono libere di partecipare al campionato.
Quest'ultimo è diviso in due fasi: la prima prevede un campionato per ogni città omanita dove si sfideranno, per l'appunto, tutte le squadre cittadine, la seconda - ed ultima fase - prevede, invece, un campionato tra i team vincenti di ogni città.
Il calcio non è lo sport nazionale, quindi non ha molto seguito, i giocatori non sono stra pagati e quindi per mantenersi vanno tutti i giorni a lavorare e non fa scalpore ritrovarsi a giocare, il giovedì pomeriggio, con alcuni giocatori delle squadre della città quando organizzi una semplicissima partita a calcio con gli amici.
 
L'invito per la partita è giunto del tutto inaspettato, ero in macchina con Cecilia e Sultan quando quest'ultimo mi ha proposto di andare con lui allo stadio a vedere la finale per decidere chi avrebbe rappresentato la città di Ibri nella seconda fase del campionato. La mia risposta si è fatta attendere, non tantissimo, ma si è fatta attendere: "mumkin, bikam?" (forse, quanto costa?), Sultan mi guarda e ridendo mi risponde: "bikam? MAJANA!" (quanto costa? E' gratis!). Arrivato a casa mi organizzo con gli altri ragazzi e alle 20:45 siamo in macchina, direzione Ibri Sports Complex.

 
Le squadre che giocano la finale sono l'Al-Itihad (da quanto ho capito il nostro quartiere) e l'Al-Reef quindi...FORZA AL-ITIHAD!!
Lo stadio dista una quindicina di minuti o poco più da casa ma nonostante ci stessimo avvicinando sempre più non vedevo molto traffico.
Una volta arrivati le macchine sono aumentate ma in cinque minuti parcheggiamo e saliamo i gradini che ci hanno portato alle gradinate.
Ok che è gratis ma nemmeno un controllo? Dov'è la polizia? Questi sono stati i miei primi pensieri...ah maledetto calcio occidentale.

 
Preso posto in curva noto subito quanto sia diverso dall'Italia:
  • 5, i poliziotti presenti all'impianto;
  • Nonostante fosse una finale lo stadio era praticamente vuoto;
  • Gli ultras, se così vogliamo chiamarli, ma sarebbe un'offesa chiamarli così, si trovano nei distinti e non in curva, cantano continuamente per tutti i 90 minuti e al posto dei fumogeni usano tonnellate e tonnellate d'incenso XD
  • Le persone possono cambiare posto e settore a loro piacimento senza nessun problema.
  • Non ci sono donne se non delle bambine, allo stadio con il papà e i vari fratelli.
Il primo tempo si chiude sul risultato di 1-1, partita a tratti interessante ma molto spezzettata, i nostri giocatori sono degli attori nati :P ciò nonostante il successo maggiore l'ha avuto un drone che, per riprendere la partita dall'alto, rischiava costantemente di colpire i giocatori.

Panoramica Ibri Sports Complex.
 
Durante l'intervallo io, Jonathan e Ajmal decidiamo di abbandonare Sultan e i suoi amici in curva per unirci al "tifo caldo" dell'Al-Itihad. Ora, non per volerci prendere a tutti i costi i meriti, ma la nostra mossa ha pagato, risultato finale 3-1 per noi! Al-Itihad parteciperà alla seconda fare del campionato e rappresenterà la città di Ibri nella lotta alla conquista del titolo.



Aneddoto molto divertente: poco prima della fine della partita Jonathan mi chiede: "è migliorato il tuo arabo? Perché la tv locale sta venendo ad intervistarci solo perché siamo stranieri" ed io: "O_O oh m...., ma anche no!". Purtroppo si è avverato quanto predetto da John ma fortunatamente l'intervistatore ha condotto l'intervista in inglese nonostante le urla di Ajmal "IN ARABO!!!". Per fortuna non si riescono a trovare testimonianze :)

P.S.
La settimana dopo la finale, andando a giocare a calcio con i coinquilini e i ragazzi del posto mi sono ritrovato in squadra con il regista dell'Al-Itihad: è una bestia XD


Salvatore 

giovedì 27 agosto 2015

Una notte nel deserto

Maledetti impegni scolastici.
Non potevo scegliere inizio migliore. E' per colpa loro, cari amici, che in queste ultime settimane il blog è stato aggiornato a passo di tartaruga - giusto per restare in tema.
Le cose da raccontare sono tante, tantissime ma la montagna di compiti da fare a casa e argomenti da studiare ci impediscono di aggiornarvi quotidianamente. Per fortuna oggi è giovedì, il che significa inizio del weekend e quindi più tempo per organizzare escursioni, per noi e per ricaricarci in vista della nostra ultima settimana qui in Oman.
 
Torniamo dunque ad una settimana fa, Giovedì 20 agosto 2015...
Lo scoccare dell'una è, come sempre, un gran sollievo. Le ultime due ore di grammatica sono finite, davanti a me solo più il pranzo e poi il meritato weekend.
Questa la scaletta organizzataci dalla scuola:
 
  • 13:30 partenza dalla scuola
  • 15:00 arrivo a Jabreen con visita al castello
  • 15:45-16:00 partenza per il deserto
  • 18:00 arrivo al campo
  • 19:30-20:00 cena
  • 6:30 sveglia
  • 7:00 colazione
  • 7:30 giro in jeep sulle dune
  • 8:30 partenza per Nizwa (11-11:30) con relativa visita al famoso mercato
  • 13:00 pranzo a casa della sorella di Mahmud
  • 14:00 giro panoramico per le montagne della zona
  • 18:00 rientro a Ibri
 
Ad essere onesto il viaggio che ci ha portato da Ibri a Jabreen mi è del tutto sconosciuto: ho dormito per tutto il tempo. Poco male, ho recuperato un po' di energia per visitare il castello sotto il sole più caldo della giornata.
Arrivati a Jabreen, oltre alle alte temperature, ci accolgono due macchine - una delle quali dell'addetto ai biglietti - e il classico silenzio sordo che ormai ci accoglie un po' ovunque non appena usciamo dai "grandi" centri urbani.

Jabreen castle.
 
La visita al castello è molto interessante, ci accompagna Yusuf - il nostro professore di grammatica - e ci spiega che un tempo qui ci abitava un ricco omanita con la sua famiglia, che il castello aveva anche un compito difensivo ed ospitava quindi un avamposto militare con tanto di stalle, prigioni e armeria e che era usato anche per effettuare studi astronomici.



La lascio qui?

Yusuf l'oratore. 


Due sono gli avvenimenti degni di nota durante la visita. Il primo è che abbiamo perso Saxon durante il giro e il secondo che, una volta andato alla ricerca del Saxon perduto, incontro una famiglia omanita. Il padre mi saluta, ricambio e scopro - dopo che mi ha chiesto di dove sono - che conosce Torino. Purtroppo per i motivi sbagliati: la Juventus! -.-'
 
Finita la visita saliamo di nuovo sul pulmino e dopo due ore di viaggio arriviamo al nostro hotel immerso tra le dune del deserto.
 
Attorno a noi il silenzio.
 
Questo, ci spiegano, non è un deserto qualsiasi, è fatto di sabbia rossa (la luce del sole alimenta questo nome). Benvenuti nel Wahiba Sands.
Il campo, più che un vero e proprio hotel, è davvero grande e una volta scesi dal pulmino il richiamo della sabbia è troppo forte per restare ancora con le scarpe ai piedi.
Non ho molta esperienza nel camminare nel deserto ma la sensazione di morbidezza e di freschezza, nonostante le temperature, che ti trasmette la sabbia ti fa sentire in pace con il mondo intero.
 
 
La struttura è divisa in 4 parti: gli alloggi maschili a sinistra, quelli femminili a destra, al centro la cucina con gli alloggi dei "dipendenti" con difronte un'enorme tenda dove potersi sedere, bere del thè o del caffè, gustarsi il panorama e cenare.
Ed è proprio quello che abbiamo fatto. Nello stesso ordine. Siamo - infatti - arrivati giusto in tempo per goderci lo spettacolo del sole che bacia letteralmente le dune di sabbia e le colora creando un'atmosfera da "le mille e una notte".
 
La mia sistemazione per la notte.
 
 
 
 
 
 
La cena è molto piacevole anche se caratterizzata da un vento a tratti molto fastidioso e in classico stile omanita: riso e pollo a volontà ma, sorpresa delle sorprese, con l'aggiunta di una pentola di stufato di cammello. Era la prima volta che la mangiavo e devo dire che è davvero molto buono e la carne, cucinata in quel modo, anche molto morbida.
La serata si conclude con una bella chiacchierata tra noi studenti e Yusuf.
 
Sarà perché sapevo già quello che mi aspettava ma svegliarmi alle 6:30 non è stato per niente faticoso. Uscito dalla mia stanza ho il tempo, prima di fare colazione, di girare un po' per il campo, salire su qualche duna e godermi lo spettacolo del sole mattutino, anche lui regala delle emozioni uniche.
 
Sai come si cammina sulle dune?
 
Il tramonto ti da la sensazione come se tutto si stesse fondendo davanti e sotto i tuoi piedi, il mattino - invece - ti evidenzia e "solidifica" anche le più piccole dune, tutti i segni lasciati dal vento, dagli uccelli e dalle volpi del deserto.
Fatta colazione saliamo a bordo di due jeep rigorosamente 4x4 e rigorosamente guidate da omaniti puro sangue cresciuti nel deserto...inizia il divertimento.
 
4x4 rulez!
 
I nostri drivers.
 
Altro che montagne russe, altro che freni a mano o derapate in giro per Torino o su per la collina; se ti vuoi davvero divertire il deserto è il posto che fa per te!
Mentre saliamo e scendiamo, mentre percorriamo una discesa con quasi tutta la macchina di traverso, mentre evitiamo buche o sassi che a stento si vedono spuntare dalla sabbia, capisci perché tutte le persone e tutte le guide turistiche ti sconsigliano di andare in giro per il deserto senza un autoctono. Per loro le dune sono come la strada che noi facciamo tutti i giorni da casa a lavoro. Le conoscono alla perfezione, prima di fare qualsiasi manovra il nostro autista sporge sempre un attimo lo sguardo alle dune, quasi stesse a dialogare con loro, e una volta stabilito una specie di contatto spirituale le cavalcano, si, proprio come fa un surfista con un'onda enorme.
 



 
Purtroppo le cose belle, come sempre, finiscono e decisamente troppo in fretta. In men che non si dica mi ritrovo di nuovo sul pulmino che mi porta sempre più lontano dal mio nuovo luna park.
 
Parli cammellese?
 
Dopo due ore arriviamo a Nizwa, ma purtroppo non sarà uno dei ricordi migliori della nostra esperienza in Oman. Sarà stato per il giro in macchina subito dopo colazione ma Cece appena messo piede sulla "terra ferma" ha iniziato a stare male. Quindi niente giro per il famoso mercato della città e rientro anticipato a casa.
 
Non ci sono più i malati di una volta.
 
Ad oggi: Nizwa 1 - Noi 0...ma non demordiamo. Siamo testardi e domani pareggeremo i conti!
 
 
Salvatore

domenica 23 agosto 2015

La spiaggia delle meraviglie

Sabato 15 agosto 2015, per noi italiani uno dei giorni più importanti dell'estate, il più atteso, il giorno in cui devi organizzare per forza qualcosa di eclatante. La data che ti porterai come punta di diamante delle tue vacanze, da sfoggiare davanti agli amici. Sebbene non volutamente, ahimè, sono caduto a pieno nel cliché italiano ma mai come questa volta potrò dire "wow che ferragosto spettacolare!".
 
 
Sono le 2:15 del mattino, 00:15 ora italiana, quando suona la sveglia di quello che sarà, da li a poco, uno dei giorni più intensi e belli della mia vita.
Perché la sveglia è così presto? Perché alle 3:45, Cecilia ed io, dobbiamo essere alla riserva naturale delle tartarughe di mare a Ras al-Jinz, una località che dista circa un'ora di macchina da Sur, la nostra base di pernottamento per il weekend.
Nonostante la Turtle Reserve offrisse un'escursione anche serale, quindi ad orari decisamente più umani, abbiamo optato per la levataccia in quanto è l'unico turno in cui è possibile fare delle foto - rigorosamente senza flash - nel caso si dovessero riuscire a vedere delle tartarughe.
Sarà per l'orario, sarà per l'eccitazione all'idea di vedere le tartarughe che la strada scorre via in un batter di ciglia. Arriviamo alle 3:30, giusto il tempo di mangiare qualche frutto che si accendono le luci dell'ingresso.
Alla registrazione scopro che siamo tantissimi ma che per fortuna saremo divisi in tre gruppi, noi siamo il 2.
La nostra guida si chiama Saif e alle 4 spaccate inizia la nostra avventura.
 
Prima di dirigerci verso la spiaggia, una camminata di circa 15 minuti dall'ingresso della struttura, Saif ci spiega che siamo diretti alla spiaggia A e che, nel caso non dovessimo vedere nessuna tartaruga, di non disperare perché c'è anche una spiaggia B.
Inoltre ci spiega che sarà possibile usare la luce dei cellulari solo durante il tragitto verso la spiaggia; una volta arrivati le dovremo spegnere e fare affidamento solo sulla sua torcia.
Il tragitto non è dei più facili e il freddo, il terreno viscido e la scarsa luce non ci sono molto di aiuto.
Dopo circa 15 minuti Saif ci fa fermare, siamo all'inizio della spiaggia, consulta telefonicamente la guida del gruppo 1, ci fa spegnere le luci e dice: "Ali, dice che ci sono un paio tartarughe".
Il tempo di fare due passi e ci fermiamo nuovamente, guardo la luce di Saif e noto come sia cambiato l'ambiente che circonda. Molta più sabbia rispetto a prima, nessun cespuglio d'erba e davanti a noi in un piccolo fosso, un unico, enorme, imponente sasso.
 
 
Passano pochissimi secondo e a quel grande sasso spuntano delle pinne.
Altro che sasso, è mamma tartaruga che sta coprendo le uova appena deposte!
Il cuore mi batte all'impazzata.
 
 
Nonostante ci fosse solo la luce di Saif la tartaruga si sente decisamente osservata e si prende lunghe pause prima di completare il suo lavoro.
Dopo qualche minuto ci spostiamo dal nostro primo grande "sasso", in modo che possa lavorare tranquillamente, e ci addentriamo ancora di più nella spiaggia.
 
 
E' ancora buio ma all'orizzonte i colori del cielo si fanno piano piano sempre più chiari e caldi.
Saif si consulta nuovamente con Ali e ci fa scendere, seguendo categoricamente i suoi passi, sul bagnasciuga e ci indica con la torcia due tartarughe che hanno già finito di deporre le uova e che stanno tornando verso l'oceano.
 
 
I lenti e piccoli "sobbalzi" che fanno verso l'acqua quasi mi spingono a gridare "Dai tartaruga! Dai! Ci sei quasi!" ma non si può urlare quindi me lo sussurro tra me e me...dai tartaruga, ci sei quasi!
 
 
La luce inizia ad essere sempre più forte e quello che ci svela è un qualcosa di indescrivibile: siamo letteralmente circondati da scie di tartarughe. Altro che un paio!
 
 
 
 
Alle prime luci dell'alba lo spettacolo della natura si mostra nella sua totale bellezza. Le tartarughe spuntano da ogni dove e ora non c'è nemmeno bisogno della torca di Saif.
 
 
 
 
Il sole piano piano sale sempre più anche se non è ancora abbastanza caldo da scaldarci, quindi teniamo ancora addosso gli asciugamani. Tra una foto e l'altra mi avvicino a Saif e con l'entusiasmo a mille gli faccio domande a raffica ma, purtroppo, non ricevo le risposte che, ingenuamente, mi sarei aspettato.
 
 
 
Io: Quanto dura la gestazione delle uova?
Saif: Due mesi.
Mio pensiero: Ci vediamo tra due mesi allora :) :) ;)
 
 
Io: Perché ci sono delle uova non coperte sul bagnasciuga?
Saif: Quelle, se sopravvivono, saranno dei maschi perché la temperatura con la quale si svilupperanno non supera i 28°, mentre le uova deposte più avanti, si svilupperanno a una temperatura di 29° o più e quindi saranno femmine.
Io: Wow!
 
 
Io: Quante uova depone una singola tartaruga?
Saif: In totale, tra tutte le tartarughe ci sono circa mille uova ma solo un paio, massimo tre sopravvivono a causa di volpi, uccelli e inquinamento.
Io: O_O
 
Quando ascolti certe cose, almeno così è stato per me, ti sale sempre più la "carogna" pensando a quelle persone che, credendosi chissà chi, solo perché camminano in posizione eretta e possono "parlare" inquinano il mare e minacciano la sopravvivenza di questi fantastici animali.
Per fortuna però che sono circondato da tantissime tartarughe che sembrano dirmi, non ti preoccupare noi siamo più forti.
Ringrazio Saif e torno a passeggiare per la spiaggia, sempre nelle vicinanze del gruppo, e vedo una mamma tartaruga che esce dal suo nido e si dirige verso l'oceano.
La scena è spettacolare perché dirigendosi vero il bagnasciuga mamma tartaruga passa vicino ad una sua amica - che era in procinto di uscire dal suo nido - le da un colpetto con la pinna anteriore sinistra, quasi a volerle dire "ehi, seguimi. Faccio strada io" e insieme spariscono tra le onde.
 
 


 
 
 
 
 
 
"Ciao tartaruga!"
 
Manca ormai poco alla fine di questa fantastica esperienza, voglio godermi il più possibile questi ultimi minuti in compagnia di queste meraviglie. Il tempo di girarmi verso la spiaggia, dopo aver salutato le due future mamme che si sono ributtate in acqua, che eccola li...un'ennesima tartaruga che scava freneticamente per coprire la sue preziose uova. Non ho potuto resistere dall'immortalarla in n foto, visti i fantastici colori, e di farmici un selfie a debita distanza, in modo da lasciarle la sua "privacy".
 
 
 
 
Sono le 5:50 e purtroppo la nostra visita, dopo due misere ore, sta per concludersi. Saif riunisce il gruppo numero 2, ci ringrazia per essere stati obbedienti e per non avere infastidito le tartarughe e ci invita a riprendere il percorso fatto poche ore prima.
Nonostante avessimo visto almeno sette, otto tartarughe mi dispiaceva non aver visto delle tartarughine ma, la riserva di Ras al-Jins non aveva ancora finito di essere generosa con noi. Appena imboccata la strada di casa, con altri signori, vediamo un qualcosa di piccolissimo che si muove in modo strano sulla sabbia, incuriositi affrettiamo il passo e...vi lascio alle ultime foto e video che valgono più di mille parole :)
 
 
 
 
 
L'atmosfera è surreale, nonostante ci stessimo dirigendo tutti quanti verso l'uscita nessuno parla. Si bisbiglia ogni tanto qualche parola ed è una sensazione bellissima.
Interrompo il silenzio con Cece per dirle continuamente "è stato bellissimo, ora mollo tutto e dedico la mia vita a proteggere le tartarughe di mare!", lei mi guarda e sorride.
 
 


Salvatore