giovedì 27 agosto 2015

Una notte nel deserto

Maledetti impegni scolastici.
Non potevo scegliere inizio migliore. E' per colpa loro, cari amici, che in queste ultime settimane il blog è stato aggiornato a passo di tartaruga - giusto per restare in tema.
Le cose da raccontare sono tante, tantissime ma la montagna di compiti da fare a casa e argomenti da studiare ci impediscono di aggiornarvi quotidianamente. Per fortuna oggi è giovedì, il che significa inizio del weekend e quindi più tempo per organizzare escursioni, per noi e per ricaricarci in vista della nostra ultima settimana qui in Oman.
 
Torniamo dunque ad una settimana fa, Giovedì 20 agosto 2015...
Lo scoccare dell'una è, come sempre, un gran sollievo. Le ultime due ore di grammatica sono finite, davanti a me solo più il pranzo e poi il meritato weekend.
Questa la scaletta organizzataci dalla scuola:
 
  • 13:30 partenza dalla scuola
  • 15:00 arrivo a Jabreen con visita al castello
  • 15:45-16:00 partenza per il deserto
  • 18:00 arrivo al campo
  • 19:30-20:00 cena
  • 6:30 sveglia
  • 7:00 colazione
  • 7:30 giro in jeep sulle dune
  • 8:30 partenza per Nizwa (11-11:30) con relativa visita al famoso mercato
  • 13:00 pranzo a casa della sorella di Mahmud
  • 14:00 giro panoramico per le montagne della zona
  • 18:00 rientro a Ibri
 
Ad essere onesto il viaggio che ci ha portato da Ibri a Jabreen mi è del tutto sconosciuto: ho dormito per tutto il tempo. Poco male, ho recuperato un po' di energia per visitare il castello sotto il sole più caldo della giornata.
Arrivati a Jabreen, oltre alle alte temperature, ci accolgono due macchine - una delle quali dell'addetto ai biglietti - e il classico silenzio sordo che ormai ci accoglie un po' ovunque non appena usciamo dai "grandi" centri urbani.

Jabreen castle.
 
La visita al castello è molto interessante, ci accompagna Yusuf - il nostro professore di grammatica - e ci spiega che un tempo qui ci abitava un ricco omanita con la sua famiglia, che il castello aveva anche un compito difensivo ed ospitava quindi un avamposto militare con tanto di stalle, prigioni e armeria e che era usato anche per effettuare studi astronomici.



La lascio qui?

Yusuf l'oratore. 


Due sono gli avvenimenti degni di nota durante la visita. Il primo è che abbiamo perso Saxon durante il giro e il secondo che, una volta andato alla ricerca del Saxon perduto, incontro una famiglia omanita. Il padre mi saluta, ricambio e scopro - dopo che mi ha chiesto di dove sono - che conosce Torino. Purtroppo per i motivi sbagliati: la Juventus! -.-'
 
Finita la visita saliamo di nuovo sul pulmino e dopo due ore di viaggio arriviamo al nostro hotel immerso tra le dune del deserto.
 
Attorno a noi il silenzio.
 
Questo, ci spiegano, non è un deserto qualsiasi, è fatto di sabbia rossa (la luce del sole alimenta questo nome). Benvenuti nel Wahiba Sands.
Il campo, più che un vero e proprio hotel, è davvero grande e una volta scesi dal pulmino il richiamo della sabbia è troppo forte per restare ancora con le scarpe ai piedi.
Non ho molta esperienza nel camminare nel deserto ma la sensazione di morbidezza e di freschezza, nonostante le temperature, che ti trasmette la sabbia ti fa sentire in pace con il mondo intero.
 
 
La struttura è divisa in 4 parti: gli alloggi maschili a sinistra, quelli femminili a destra, al centro la cucina con gli alloggi dei "dipendenti" con difronte un'enorme tenda dove potersi sedere, bere del thè o del caffè, gustarsi il panorama e cenare.
Ed è proprio quello che abbiamo fatto. Nello stesso ordine. Siamo - infatti - arrivati giusto in tempo per goderci lo spettacolo del sole che bacia letteralmente le dune di sabbia e le colora creando un'atmosfera da "le mille e una notte".
 
La mia sistemazione per la notte.
 
 
 
 
 
 
La cena è molto piacevole anche se caratterizzata da un vento a tratti molto fastidioso e in classico stile omanita: riso e pollo a volontà ma, sorpresa delle sorprese, con l'aggiunta di una pentola di stufato di cammello. Era la prima volta che la mangiavo e devo dire che è davvero molto buono e la carne, cucinata in quel modo, anche molto morbida.
La serata si conclude con una bella chiacchierata tra noi studenti e Yusuf.
 
Sarà perché sapevo già quello che mi aspettava ma svegliarmi alle 6:30 non è stato per niente faticoso. Uscito dalla mia stanza ho il tempo, prima di fare colazione, di girare un po' per il campo, salire su qualche duna e godermi lo spettacolo del sole mattutino, anche lui regala delle emozioni uniche.
 
Sai come si cammina sulle dune?
 
Il tramonto ti da la sensazione come se tutto si stesse fondendo davanti e sotto i tuoi piedi, il mattino - invece - ti evidenzia e "solidifica" anche le più piccole dune, tutti i segni lasciati dal vento, dagli uccelli e dalle volpi del deserto.
Fatta colazione saliamo a bordo di due jeep rigorosamente 4x4 e rigorosamente guidate da omaniti puro sangue cresciuti nel deserto...inizia il divertimento.
 
4x4 rulez!
 
I nostri drivers.
 
Altro che montagne russe, altro che freni a mano o derapate in giro per Torino o su per la collina; se ti vuoi davvero divertire il deserto è il posto che fa per te!
Mentre saliamo e scendiamo, mentre percorriamo una discesa con quasi tutta la macchina di traverso, mentre evitiamo buche o sassi che a stento si vedono spuntare dalla sabbia, capisci perché tutte le persone e tutte le guide turistiche ti sconsigliano di andare in giro per il deserto senza un autoctono. Per loro le dune sono come la strada che noi facciamo tutti i giorni da casa a lavoro. Le conoscono alla perfezione, prima di fare qualsiasi manovra il nostro autista sporge sempre un attimo lo sguardo alle dune, quasi stesse a dialogare con loro, e una volta stabilito una specie di contatto spirituale le cavalcano, si, proprio come fa un surfista con un'onda enorme.
 



 
Purtroppo le cose belle, come sempre, finiscono e decisamente troppo in fretta. In men che non si dica mi ritrovo di nuovo sul pulmino che mi porta sempre più lontano dal mio nuovo luna park.
 
Parli cammellese?
 
Dopo due ore arriviamo a Nizwa, ma purtroppo non sarà uno dei ricordi migliori della nostra esperienza in Oman. Sarà stato per il giro in macchina subito dopo colazione ma Cece appena messo piede sulla "terra ferma" ha iniziato a stare male. Quindi niente giro per il famoso mercato della città e rientro anticipato a casa.
 
Non ci sono più i malati di una volta.
 
Ad oggi: Nizwa 1 - Noi 0...ma non demordiamo. Siamo testardi e domani pareggeremo i conti!
 
 
Salvatore

1 commento:

  1. Ora capisco la strenua lotta di Cece contro Nizwa!
    bellissimi posti e bellissime foto :)

    RispondiElimina