domenica 16 agosto 2015

Rotolando verso Sur

13 agosto, è iniziato ufficialmente il nostro primo e forse unico weekend lungo totalmente indipendente.

La destinazione non è la stessa ma molto simile...Negrita - Rotolando Verso Sud
La routine è ormai la stessa degli ultimi giorni: sveglia alle 7, colazione, doccia e alle 8 spaccate tutti sul pulmino per andare a scuola, ma per fortuna c'è Latifah, la nostra prof. di conversazione, a movimentarci un po' la giornata con un bell'esame! Yeah!! Chi l'avrebbe mai detto che anche qui in Oman avrei vissuto quella sensazione di ansia pre voto che, in qualche modo, ti "rovina" il weekend. :P
16/8/15 il voto dell'esame! :)
Prima di raccontarvi del nostro viaggio volevo aprire una piccola parentesi fotografica su quanto fatto con la scuola mercoledì pomeriggio-sera e su due avvenimenti di giovedì.

Per quanto riguarda la descrizione di mercoledì vi rimando al pezzo Sayyed Salvador e Shish scritto da Cece, mentre qui godetevi le foto :)
Panoramica: città vecchia e città nuova.
Città vecchia.
Fammi una foto! Io voglio tante foto!
Salendo sulla collina.
Foto artistica.
Panoramica deserto dietro Ibri.
Omar impazzito d'amore عمر مجنون
La curiosità.
Tradizione e modernità a casa di Mahmood.
Merenda sinoira omanita.

La mattina di giovedì è stata degna di nota perché abbiamo scoperto l'albero genealogico del nostro prof di grammatica Yusuf e perché finalmente la mia dishdasha era pronta! :) :)
Dall'alto verso il basso troviamo: il padre di Yusuf con sotto le sue due moglie. Yusuf è il secondo genito di diciannove fratelli/sorelle, di cui il più grande ha 49 anni e il più piccolo appena 5. Con le linee rosse ci ha indicato invece i suoi figli, solo sei al momento, e nipoti.
Quando gli ho chiesto se si ricordava i nomi di tutti ha risposto: "Certo!", secondo me non è vero ma non avevamo abbastanza tempo per chiederglieli tutti.
Yusuf e la sua piccola famiglia.

Durante la pausa tra la lezione di conversazione e quella di grammatica sono andato a ritirare la mia dishdasha. Eccola qui:
Dishdasha toga party!

Passiamo dunque al nostro viaggio...
Finite le lezioni mi fiondo con Cece in segreteria da Sultan per il noleggio di una delle due auto della scuola. In men che non si dica, e a un prezzo stracciato, divento per due giorni il "proprietario" di una fantastica Mazda 2, cambio automatico quasi full optional.
Mazda2.
Si viaggia alla vecchia maniera.
Arriviamo a casa e, tempo di preparare gli zaini, alle 16 locali, partiamo in direzione Sur.
Siamo al settimo cielo, non vediamo l'ora di ammirare i mille paesaggi che ci separano dalla nostra destinazione finale e di passeggiare sul lungo mare di Sur ma...c'è qualcosa che non va, c'è un rumore fastidiosissimo che rovina l'atmosfera. E' il motore della macchina, perennemente su di giri. Per paura di fondere accostiamo un attimo a bordo strada e lì facciamo la scoperta delle scoperte: la macchina ha solo QUATTRO marce. Sorvoliamo su quanto imprecato dopo la scoperta.
Una volta presa dimestichezza con il fantastico cambio Mazda il viaggio è andato alla grande.
Guidare in Oman è molto piacevole, la guida è molto aggressiva, questa cosa mi piace un sacco, ed è quindi abbastanza frequente assistere a sorpassi da ritiro di patente ma dopo pochi chilometri ci si fa l'abitudine.
Il viaggio procede senza intoppi tra le mille forme e strane composizioni delle montagne.
Nizwa - moschea.
Montagne o cumuli di terra?
Man mano che il sole tramonta i colori si fanno sempre più caldi quasi a volerci abbracciare e accompagnare fino a destinazione. Sarà per questa atmosfera, per la musica scelta dalla mia compagna di viaggio e per il prezzo della benzina, un pieno di super poco più di 6€, che le quattro ore e mezza di macchina sono letteralmente volate.
Arriviamo in città poco dopo le 20:30 e siamo accolti dalla più classica delle atmosfere occidentali, fatta eccezione ovviamente per la musica, tipiche delle località di mare: fresco, caos e gente in ogni dove nei locali che costeggiano la strada principale e il lungomare.
Arrivati in hotel scendiamo subito in strada per cena prima di crollare per la stanchezza generale.
Prima cena a Sur, fattush.
La mattina seguente è venerdì e Sur ci accoglie nel suo aspetto più musulmano. Tutto chiuso e tutti in moschea a pregare. La città in un certo qual modo è tutta nostra, giriamo in macchina nella parte vecchia e per il suq, attraversiamo il primo, molto probabilmente anche unico, ponte sospeso dell'Oman che ci porta al porto dove fa da padrone il faro e le fabbriche di Dhow, le tipiche imbarcazioni omanite.
Il faro di Sur.
Imboccando il ponte.
Ponte sospeso e Dhow.
Ponte di notte.
Dhow.
Pranzo lo facciamo in un bellissimo ristorante che affaccia sulla laguna, l'atmosfera è surreale ci siamo solo noi. Verso le 14 piccoli gruppi di pescatori interrompono il silenzio presente per andare a pescare.
Panoramica ristorante e laguna.
Il resto della giornata è destinato a pochi altri giri per la città e per il porto, la parola d'ordine è riposarsi il più possibile in previsione della nottata. La sveglia, infatti, è fissata per le 2:15 per andare, ad un'ora di macchina più a est, a Ras al-Jinz a vedere le tartarughe di mare. Esperienza stupenda ma che tratterò in un post a parte.
Panoramica porto.
Alle 6:30, finita l'escursione con le tartarughe e con un'intera giornata davanti, con la nostra mitica Mazda ci dirigiamo verso Ras al-Hadd, un piccolo paese poco più a nord di Ras al-Jinz dove facciamo colazione e, finalmente, il tanto atteso, almeno da parte mia, bagno nell'Oceano Indiano! Mare cristallino e spiaggia deserta, cosa vogliamo di più?
Oceano Indiano.
Dopo un paio di ore di svago totale ci accorgiamo che le lancette dell'orologio scorrono veloci e che non ci resta molto tempo, alle 18 dobbiamo essere ad Ibri per riconsegnare la macchina.
Tornati in albergo e fatto il check-out partiamo alla volta di Ibri, optando - questa volta - per la strada costiera. Un po' più lunga di quella interna che taglia il deserto ma altrettanto bella.
Costa nord.
Dopo un'ottantina di chilometri facciamo tappa al Bimmah Sinkhole, un'enorme dolina di acqua dolce e salata. La leggenda vuole che sia stato il diavolo a far crollare la superficie del terreno e a crearla; non so cosa ci sia di vero, so solo che il diavolo o chiunque abbia fatto questo bellissimo posto mi deve un paio nuovo di havaianas!!
Bimmah Sinkhole.
Per colpa di chi?
Purtroppo la nostra sosta non è stata delle migliori. Havaianas a parte, c'era molta gente e, purtroppo per Cece, nessun occidentale quindi ha rinunciato a farsi il bagno perché in bikini.
Tornati in macchina, un po' abbattuti, abbiamo trovato conforto in una fantastica musica "tunz tunz tunz parapara tunz" che ci ha riportato ai bei tempi che furono :)
Le ore passano e Ibri è sempre più vicina, a pochi chilometri di distanza ci fermiamo un'ultima volta con la scusa di darci il cambio alla guida permettendo, così, anche a Cece di guidare in Oman.
Sono le 19, con un'ora di ritardo, allo strenuo delle nostre forze e con il serbatoio della macchina in riserva arriviamo ad Ibri che ci accoglie con il suo classico caldo asfissiante ma con la moschea Qaboos tutta illuminata.

Saluti,
Salvatore

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